CONOSCERE IL NOSTRO PASSATO
BANCHE DATI E ARCHIVI
Numerosa la partecipazione al convegno, organizzato dall’Associazione Nostre Origini di Torino, il 23 giugno scorso all’Archivio di Stato di Asti. Tema dell’incontro, la creazione di banche dati sulla popolazione anteriori al 1899. Un tema che poteva sembrare “per addetti ai lavori” ma che ha visto la qualificata presenza di sacerdoti e di studiosi nel campo degli archivi, di pensionati, che dedicano il proprio tempo alla trascrizione dei dati presenti negli archivi delle parrocchie e dei comuni italiani. Hanno mandato i loro saluti l’on. Maria Teresa Armosino, già sottosegretario all’economia, la consigliera regionale Angela Motta, presenti le autorità quali l’assessore provinciale Domenica Demetrio, il vicario generale Monsignor Vittorio Croce, il vicario giudiziale Monsignor Guglielmo Visconti. Moderatore dell’incontro, il dr. Renzo Remotti, direttore dell’Archivio di Stato di Asti che dopo un suo interessante intervento dedicato alla genealogia, ha introdotto i lavori del convegno con le relazioni di Silvano Ferro, che ha sperimentato un nuovo metodo per la creazione di banche dati sulla popolazione. Tale “metodologia” è stata applicata nella parrocchia di Marcorengo, comune autonomo sino al 1928, in provincia di Torino, ma storicamente legato alla Provincia di Asti. Praticamente spopolato durante la peste del 1630, esso venne ripopolato con persone provenienti da comuni astigiani come Calosso, Castiglione Tinella, Cassinasco, Costigliole, Aramengo. Dopo il pranzo, offerto ai partecipanti dalla Provincia di Asti, che con la Comunità Collinare Alto Astigiano, ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa, i lavori sono proseguiti nel pomeriggio con gli interventi dei trascrittori che hanno portato la loro esperienza. Alcuni, come frate Ettore Molinaro, direttore del Museo Craveri di Bra, ha trascritto una parrocchia del proprio comune, partendo dai registri del 1583, don Gianni Sacchetti, direttore dell’Archivio Storico della Diocesi di Torino, ha portato la propria esperienza di trascrittore di migliaia di nominativi della parrocchia del Duomo di Torino, il rappresentante per l’Italia dei Mormoni, Walter Zafarana, ha illustrato l’attività svolta in questi anni per preservare gli archivi della popolazione in diversi comuni ed archivi di stato italiani, con l’utilizzo dei più moderni e sofisticati mezzi di digitalizzazione. Silvano Cerrato di Tigliole, uno dei primi nell’astigiano, ha parlato della sua trascrizione dei registri di nascita, matrimonio e morte di Tigliole, a partire dal 1582. Particolarmente importanti, per il territorio astigiano, sono le attività in corso, in particolare ricordiamo quelle in atto dalla Curia Vescovile, con il mappatura a livello diocesano degli archivi delle singole parrocchie, e l’esperimento in atto, con il Metodo Ferro, nella Comunità Collinare Alto Astigiano. Infatti proprio in questa zona, sono state avviate le trascrizioni, in diversi comuni come Castelnuovo Don Bosco, la cui sperimentazione è stata presentata dalla signora Berruti, Moransengo, della cui trascrizione ha parlato il sindaco Piera Sesia, Cunico, Tonengo d’Asti, solo per citarne alcuni. Tra i relatori anche il sindaco di Moncucco, dr. Gianpaolo Fassino, il prof. Francesco Rigazio, presidente dell’Associazione Amici degli Archivi Piemontesi, il sig. Giovanni Rapelli di Capriglio de I Luoghi e la Memoria (L&M), che hanno illustrato le attività dei loro sodalizi, soffermandosi in particolare sui volumi che sono stati presentati nel corso della giornata: quello relativo al Metodo Ferro, un altro con le applicazioni demografiche, genealogiche, statistiche e non solo, ricavate dalla prima banca dati di Marcorengo 1673-1923 e il terzo un volume di storia dedicato ai Mille Anni del paese monferrino.
La giornata è stata particolarmente importante, come ricordava il presidente dell’Associazione Nostre Origini, Giancarlo Libert, in quanto l’incontro è stato un punto di partenza verso nuovi obiettivi. Se pensiamo che in Francia, il cosiddetto “dépouillement”, cioè lo spoglio sistematico degli archivi è partito alcuni anni or sono, e coinvolge migliaia di persone, giovani e meno giovani che dedicano parte del loro tempo a questa preservazione degli archivi. Questa attività anima un forte “turismo genealogico”, grazie anche agli oltre 40 milioni i dati disponibili in Internet; è così possibile immaginare quale potrà essere lo sviluppo nel futuro, in Italia, di questo settore. Infatti proprio in Italia, da sempre paese di emigranti, pervengono migliaia di richieste dall’estero per far ricerche, per poter conoscere chi erano i propri avi, come vivevano, ecc.
Sono già pervenute all’Associazione Nostre Origini, delle richieste dalla Francia, per creare un’associazione Ancetres Piemontes, con la collaborazione di discendenti di piemontesi della “banlieu” parigina.
Chi volesse informazioni sui temi trattati nel convegno, per cui non è prevista la pubblicazione degli atti, in quanto l’intervento principale di Silvano Ferro, è stato già pubblicato nel volume Metodo Ferro, già disponibile in alcune librerie di Asti, o volesse maggiori informazioni sull’attività dell’Associazione Nostre Origini può consultare il sito www.nostreorigini.org o inviare una lettera alla sede di via Bassano 19, 10136 Torino.
La giornata del 24 giugno è stata invece dedicata alla consegna degli elaborati genealogici alle antiche famiglie di Marcorengo, l’iniziativa ha visto la partecipazione, delle persone giunte dalla Stati Uniti e dalla Francia, uniti dalle comune origini marcorenghesi. Particolarmente significativa è stata la presenza di un gruppo di 15 persone discendenti da un ramo della famiglia Miroglio, antica famiglia feudataria del paese, emigrati a Ginevra e poi in Francia, all’epoca della controriforma. Nel pomeriggio delle giornate di sabato e di domenica ha fatto seguito la riscoperta della storia di Marcorengo, con una visita guidata a casa Guglielmini Ceresa, fatta costruire dal console onorario del Nicaragua, morto nel 1943, alla piazza centrale di Marcorengo con la chiesa parrocchiale e la vecchia casa comunale, al serbatoio dell’Acquedotto del Monferrato e dulcis in fundo, ai resti del castello di Marcorengo, già attestato nel 1299, costruito dai Miroglio e poi passato ai Radicati; il tour di sabato è stato in parte interrotto da un improvviso acquazzone.
La domenica l’Associazione Nostre Origini, ha partecipato a Villamiroglio, con i discendenti della famiglia Miroglio, alla messa officiata da Don Davide Mussone, Cancelliere della Curia di Casale, alla messa in ricordo dei defunti della famiglia Miroglio sepolti nella chiesa del paese da essi fondato. Ha poi fatto seguito l’accoglienza in comune, da parte del sindaco Giovanni Brusa con i rappresentanti della Provincia di Alessandria e dei comuni viciniori.